Prodotti Masmi: recensione

Ciao a tutt*, oggi, dopo ben cinque anni, ho di nuovo l’occasione di scrivere la recensione di una linea che comprende assorbenti e salvaslip in cotone biologico: si tratta dei prodotti Masmi, che mi sono stati forniti gratuitamente da Minimo Impatto, che per l’occasione ci ha offerto anche il codice sconto che trovate alla fine dell’articolo.

La linea Masmi comprende numerosi prodotti per l’igiene intima e non solo in cotone biologico e certificati ICEA e, anche se come sapete io uso abitualmente la coppetta mestruale o gli assorbenti lavabili, sono contenta che ci siano sempre più possibilità di acquistare delle opzioni usa e getta rispettose dell’ambiente e della salute della pelle perché si tratta sempre di un passo in avanti rispetto alle classiche montagne di plastica.

Il primo articolo che ho voluto provare è stato (come si poteva immaginare 😀 ) il salvaslip, per la precisione  il Flex, che è adattabile sia agli slip che al perizoma.

Nonostante fosse tantissimo che non indossavo un usa e getta sono stata piacevolmente colpita: il salvaslip è sottilissimo e fresco (la parte impermeabile è in Mater-bi), non l’ho sentito, non mi ha fatto sudare e non mi ha  mai causato irritazioni o cattivi odori neanche quando l’ho tenuto durante l’allenamento o per camminare. Non l’ho provato sul perizoma perché non lo utilizzo, ma la morbidezza del salvaslip mi lascia pensare che non dia fastidio (se l’avete provato lasciatemi la vostra opinione nei commenti! 🙂 ).

Un prodotto che mi è piaciuto molto ed ho trovato molto furbo è il Kit Igiene Donna, una bustina che racchiude un assorbente, un salvaslip ed un tampone che si può facilmente tenere in borsetta, nel cruscotto della macchina o nella tasca del giaccone, ottimo per le emergenze nostre o di qualche amic* o collega in difficoltà 🙂
(NB: appena arrivato era più piatto di come si vede in foto, ma non ho pensato a scattarne una prima di curiosarci dentro!)

Ho deciso di non utilizzare i prodotti del kit e tenerlo quindi per lo scopo per il quale è stato ideato: l’ho dato a mia figlia da tenere nello zainetto nel caso qualcuno a scuola fosse colt* alla sprovvista  🙂

Gli ultimi due prodotti che ho avuto modo di testare sono le salviettine ed il detergente intimo.

Entrambi mi sono sembrati molto delicati, in particolare sono rimasta soddisfatta delle salviette perché talvolta anche quelle bio mi provocano bruciori (uno dei motivi per cui di solito preferisco usare il Brezza di Rosso Limone) mentre queste si sono comportate bene 😀

In conclusione, sono stata felice di provare questa linea e voglio condividere con voi lo sconto del 10% valido su tutti i prodotti Masmi nello shop di Minimo Impatto, valido fino al 31 marzo 2017: vi basterà inserire il codice ecomes 17 🙂

Inoltre, potrete trovarli alla fiera Fa’ la cosa giusta! a Milano dal 10 al 12 marzo nell’area tematica Servizi per la Sostenibilità, stand PA11.

Fatemi sapere se li provate! 🙂

Victoria’s Love, la coppetta con la valvola

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 3 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Era un po’ che non scrivevo un post su una coppetta mestruale “rivoluzionaria” (ok, era un po’ che non scrivevo un post, punto.), ma appena ho visto la Victoria’s Love sul forum/gruppo Facebook di Feminine Wear non solo ho dovuto postarla sulla pagina FB di Coppette, amore e… ma ho aperto immediatamente l’editor del blog. Perchè? Perchè quello che saltava fuori spesso nelle discussioni scherzose è diventato realtà: hanno inventato una coppetta mestruale con la valvola per vuotarla.

Victoria’s Love è prodotta ad Hong Kong e la sua particolarità è un gambetto piuttosto lungo (non riesco a trovare le misure sul sito, ma le immagini parlano chiaro) con una piccola valvola in fondo che consente, per l’appunto, di far defluire il sangue senza estrarla. Va precisato che rimane il classico limite di sicurezza di 12 ore dopo le quali la coppetta va tolta e sciacquata, immagino quindi che la Victoria sia pensata per le donne col flusso molto abbondante che sono costrette a vuotare la coppetta molto spesso, dato che per chi già normalmente riesce a tenerla 8-12 ore è perfettamente inutile.

La coppetta Victoria's Love. Foto tratta dalla pagina Facebook dell'azienda.
La coppetta Victoria’s Love. Foto tratta dalla pagina Facebook dell’azienda.

Guardando le istruzioni (che trovate qui sotto) non sono riuscita a capire bene come si apre la valvolina, immagino che semplicemente essendo più dura rispetto al resto del silicone sia facile trovarla e spostarla al tatto: mi risulta però impossibile immaginare di utilizzare una coppetta così lunga se non si ha una cervice altissima. Magari le foto ingannano, ma, a meno che il corpo della Victoria non sia in realtà piccolissimo, devono essere almeno 4 cm di gambo, che chiaramente in questo caso non si può tagliare.

Cosa ne pensate? Sicuramente come concetto è molto interessante, ma al lato pratico temo che la Victoria’s Love sia adatta ad una fascia di donne molto ristretta: con flusso super abbondante e con la cervice altissima. Non voglio inoltre pensare a cosa succederebbe se la valvolina si aprisse da sola… 🙂

ps: la confezione della Victoria’s Love è corredata da un apposito sterilizzatore a corrente elettrica, appena riesco a trovare una foto ve la posto! Intanto ecco il link al sito ufficiale: www.victorialove.net

Due nuovi colori LadyCup!

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 4 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Eccoli qui! Tutte ci aspettavamo Io mi aspettavo un Emerald dato il Color of the Year della Pantone, invece abbiamo *rullo di tamburi*: Turquoise in un’ennesima rielaborazione (dopo il Turquoise originale e lo Sky Blue) e Wild Cherry, un rosso ciliegia che si va ad aggiungere alla collezione I Love Fruit. Noto quindi che non sono l’unica ad apprezzare il rosso per le coppette!

wild cherry

turquoise

 

Unica nota che trovo un po’ stonata: seno prosperoso in vista per la Turquoise e labbra con ciliegia in bocca per la Wild Cherry… possibile che nemmeno per le coppette si riesca a fare a meno delle donne sexy? 🙁 (foto tratte dal sito Ladycup.eu)

Un’estate libera #noshavesummer

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 4 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

L’ho fatto. Sono uscita di casa per un giro in bicicletta e non mi sono depilata le gambe nonostante indossassi dei leggings sotto al ginocchio.

L’ultima volta era stato quando non avevo ancora 14 anni, l’estate prima che iniziassi le superiori: ero ancora molto bambina per la mia età, e non mi avevano ancora inculcato il concetto della pelle liscia a tutti i costi, ma avendo raggiungo la pubertà da un pezzo avevo già un bel manto folto del tutto simile a quello dei miei coetanei maschi. Entro poco tempo sarebbero arrivate le risatine, le occhiate disgustate e gli sbalorditi “Ma non ti depili?” che mi avrebbero portato a farlo controvoglia o a portare i pantaloni lunghi per tutta l’estate.

Intendiamoci, questo post non vuole criticare chi si depila, quanto capire il perchè molte di noi si depilano. La verità è che a me non danno alcun fastidio i peli nelle gambe, però ad esempio non mi piacciono quelli sotto le ascelle, che mi rado regolarmente da quando avevo 12 anni e dovevo farlo di nascosto da mia madre perchè “ero troppo piccola”. Le gambe invece mi stanno bene così: è vero, trovo che siano più carine senza peli, ma del resto il mio armadio è pieno di magliette che mi stanno meglio di altre, ma mica metto solo quelle, e soprattutto mica mi vergogno ad uscire con una maglia così così e certamente nessun per strada si schifa se ho addosso una t-shirt di un colore che non mi dona. 

Eppure, stamattina, nonostante ad esempio io giri tranquillamente con addosso una maglietta con la scritta “Keep calm, I’m only menstruating”  o con un ciondolo di VulvaLoveLovely al collo, non ho provato affatto la sensazione di libertà di quand’ero ragazzina, mi sembrava anzi di avere tutti gli occhi puntati addosso con aria di disapprovazione: non era così, ve lo posso garantire, è probabile che nessuno anzi abbia fatto caso ai miei peli, eppure era come se sentissi di avere qualcosa di sbagliato.

Persino scrivere questo post mi è risultato difficile, sono circa tre ore che mi fermo e riparto… quanto può essere forte un condizionamento? Cosa ci viene inculcato in testa per farci vergognare? Cosa scatta nella testa per far pensare ad una donna di 31 anni “Ce l’ho fatta, ora devo scriverci un post!” come se avesse fatto chissà cosa?

So che un uomo o una donna potrebbero trovare brutte le mie gambe non depilate, ma se trovassero brutto un mio abito dovrei correre a casa a cambiarmi? Se trovassero brutto il mio viso dovrei girare con un sacchetto in testa?  C’è già uno stigma verso chi non segue la moda o non rispetta certi canoni estetici, ma non mi pare che il rifiuto sia arrivato ai livelli “estremi” come nei confronti dei peli.

Voglio godermi un’estate libera. Voglio potermi fare carina col mio vestitino giallo, il rossetto nuovo e le gambe lisce. Voglio poter stare comoda e senza pensieri con la mia maglietta di Order of the Stick, i bermuda a rigoni e le gambe pelose. E voglio potermi fare carina col vestitino giallo e qualche pelo sulle gambe.

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