Victoria’s Love, la coppetta con la valvola

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 3 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Era un po’ che non scrivevo un post su una coppetta mestruale “rivoluzionaria” (ok, era un po’ che non scrivevo un post, punto.), ma appena ho visto la Victoria’s Love sul forum/gruppo Facebook di Feminine Wear non solo ho dovuto postarla sulla pagina FB di Coppette, amore e… ma ho aperto immediatamente l’editor del blog. Perchè? Perchè quello che saltava fuori spesso nelle discussioni scherzose è diventato realtà: hanno inventato una coppetta mestruale con la valvola per vuotarla.

Victoria’s Love è prodotta ad Hong Kong e la sua particolarità è un gambetto piuttosto lungo (non riesco a trovare le misure sul sito, ma le immagini parlano chiaro) con una piccola valvola in fondo che consente, per l’appunto, di far defluire il sangue senza estrarla. Va precisato che rimane il classico limite di sicurezza di 12 ore dopo le quali la coppetta va tolta e sciacquata, immagino quindi che la Victoria sia pensata per le donne col flusso molto abbondante che sono costrette a vuotare la coppetta molto spesso, dato che per chi già normalmente riesce a tenerla 8-12 ore è perfettamente inutile.

La coppetta Victoria's Love. Foto tratta dalla pagina Facebook dell'azienda.
La coppetta Victoria’s Love. Foto tratta dalla pagina Facebook dell’azienda.

Guardando le istruzioni (che trovate qui sotto) non sono riuscita a capire bene come si apre la valvolina, immagino che semplicemente essendo più dura rispetto al resto del silicone sia facile trovarla e spostarla al tatto: mi risulta però impossibile immaginare di utilizzare una coppetta così lunga se non si ha una cervice altissima. Magari le foto ingannano, ma, a meno che il corpo della Victoria non sia in realtà piccolissimo, devono essere almeno 4 cm di gambo, che chiaramente in questo caso non si può tagliare.

Cosa ne pensate? Sicuramente come concetto è molto interessante, ma al lato pratico temo che la Victoria’s Love sia adatta ad una fascia di donne molto ristretta: con flusso super abbondante e con la cervice altissima. Non voglio inoltre pensare a cosa succederebbe se la valvolina si aprisse da sola… 🙂

ps: la confezione della Victoria’s Love è corredata da un apposito sterilizzatore a corrente elettrica, appena riesco a trovare una foto ve la posto! Intanto ecco il link al sito ufficiale: www.victorialove.net

Due nuovi colori LadyCup!

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Eccoli qui! Tutte ci aspettavamo Io mi aspettavo un Emerald dato il Color of the Year della Pantone, invece abbiamo *rullo di tamburi*: Turquoise in un’ennesima rielaborazione (dopo il Turquoise originale e lo Sky Blue) e Wild Cherry, un rosso ciliegia che si va ad aggiungere alla collezione I Love Fruit. Noto quindi che non sono l’unica ad apprezzare il rosso per le coppette!

wild cherry

turquoise

 

Unica nota che trovo un po’ stonata: seno prosperoso in vista per la Turquoise e labbra con ciliegia in bocca per la Wild Cherry… possibile che nemmeno per le coppette si riesca a fare a meno delle donne sexy? 🙁 (foto tratte dal sito Ladycup.eu)

Un’estate libera #noshavesummer

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L’ho fatto. Sono uscita di casa per un giro in bicicletta e non mi sono depilata le gambe nonostante indossassi dei leggings sotto al ginocchio.

L’ultima volta era stato quando non avevo ancora 14 anni, l’estate prima che iniziassi le superiori: ero ancora molto bambina per la mia età, e non mi avevano ancora inculcato il concetto della pelle liscia a tutti i costi, ma avendo raggiungo la pubertà da un pezzo avevo già un bel manto folto del tutto simile a quello dei miei coetanei maschi. Entro poco tempo sarebbero arrivate le risatine, le occhiate disgustate e gli sbalorditi “Ma non ti depili?” che mi avrebbero portato a farlo controvoglia o a portare i pantaloni lunghi per tutta l’estate.

Intendiamoci, questo post non vuole criticare chi si depila, quanto capire il perchè molte di noi si depilano. La verità è che a me non danno alcun fastidio i peli nelle gambe, però ad esempio non mi piacciono quelli sotto le ascelle, che mi rado regolarmente da quando avevo 12 anni e dovevo farlo di nascosto da mia madre perchè “ero troppo piccola”. Le gambe invece mi stanno bene così: è vero, trovo che siano più carine senza peli, ma del resto il mio armadio è pieno di magliette che mi stanno meglio di altre, ma mica metto solo quelle, e soprattutto mica mi vergogno ad uscire con una maglia così così e certamente nessun per strada si schifa se ho addosso una t-shirt di un colore che non mi dona. 

Eppure, stamattina, nonostante ad esempio io giri tranquillamente con addosso una maglietta con la scritta “Keep calm, I’m only menstruating”  o con un ciondolo di VulvaLoveLovely al collo, non ho provato affatto la sensazione di libertà di quand’ero ragazzina, mi sembrava anzi di avere tutti gli occhi puntati addosso con aria di disapprovazione: non era così, ve lo posso garantire, è probabile che nessuno anzi abbia fatto caso ai miei peli, eppure era come se sentissi di avere qualcosa di sbagliato.

Persino scrivere questo post mi è risultato difficile, sono circa tre ore che mi fermo e riparto… quanto può essere forte un condizionamento? Cosa ci viene inculcato in testa per farci vergognare? Cosa scatta nella testa per far pensare ad una donna di 31 anni “Ce l’ho fatta, ora devo scriverci un post!” come se avesse fatto chissà cosa?

So che un uomo o una donna potrebbero trovare brutte le mie gambe non depilate, ma se trovassero brutto un mio abito dovrei correre a casa a cambiarmi? Se trovassero brutto il mio viso dovrei girare con un sacchetto in testa?  C’è già uno stigma verso chi non segue la moda o non rispetta certi canoni estetici, ma non mi pare che il rifiuto sia arrivato ai livelli “estremi” come nei confronti dei peli.

Voglio godermi un’estate libera. Voglio potermi fare carina col mio vestitino giallo, il rossetto nuovo e le gambe lisce. Voglio poter stare comoda e senza pensieri con la mia maglietta di Order of the Stick, i bermuda a rigoni e le gambe pelose. E voglio potermi fare carina col vestitino giallo e qualche pelo sulle gambe.

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Nuova Natù: tutte le differenze

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Ciao a tutte, questa mattina mi è arrivato il nuovo modello della Natù, ed ovviamente sono corsa a fare le debite comparazioni: quella presa in esame è la taglia 2 (grande), ma penso che più o meno varranno le stesse cose anche per la taglia 1 (piccola).

Innanzitutto vi rassicuro: anche se la forma della nuova Natù è più snella, la capienza della taglia 2 è rimasta invariata, cioè 30 ml.

Vediamo invece le differenze:

  • come già accennato, è cambiata la forma, rendendola leggermente meno panciuta, questo potrebbe aiutare chi ne avvertiva la presenza (ma essendo così morbida si trattava comunque di casi rari), questo però ha reso il bordo più pronunciato, come si può vedere dalle foto.
  • è stata introdotta una scala graduata da 5 a 25 ml per misurare la quantità del flusso, utile per chi deve o vuole tenerne nota. La scala si trova all’interno della coppetta, perciò non è avvertibile dall’esterno.
  • è stata aggiunta la scritta “Natù” , anche questa all’interno della coppetta
  • il colore è leggermente più trasparente
  • sono state aggiunte delle scanalature sul fondo per facilitare la presa
  • il gambo è cambiato: ora è fatto a palline e non a tacche: questo lo rende meno flessibile, ma al contempo è più difficile che possa “grattare”.
  • i fori sono leggermente più piccoli e con un’inclinazione diversa
  • la più importante: è cambiato il silicone, e quindi la coppetta ora ha una consistenza leggermente diversa, a detta dell’azienda ancora meno percepibile.

Al tatto quella nuova mi sembra leggermente più dura, in realtà facendo le famose “prove schiaccino”  direi che più che la rigidità è proprio diversa la consistenza: quella nuova, schiacciandosi, tende a rimanere più “dritta”, mentre la vecchia si deforma di più.  Forse solo l’anello è realmente un pelo più duro, mentre per il resto è questione di diversa elasticità.

Altra cosa da sottolineare è che ora la Natù è prodotta da un’azienda italiana ed è quindi 100% Made in Italy.

Qualcuna di voi ha già provato la nuova versione?

Fotopost: flessibilità dei gambi (Sckooncup, Ladycup, Lunette, Natù)

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Ciao a tutte, in questo fotopost ho pensato di farvi vedere la flessibilità dei gambetti delle diverse coppette, prima facendole restare in piedi tenendole con un dito (senza premere) e poi appoggiando su di esse un pesetto (la scatolina vuota di una Lunette), in questo modo potete farvi un’idea 🙂