L’infinita tristezza della “vagina di design”

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 6 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Proprio ieri, su Facebook, ho parlato di Vulva Love Lovely, al secolo Jessica Marie, un’artista che crea gioielli ispirati ai genitali femminili per esaltare la bellezza e l’unicità di ogni donna.

Jessica Marie realizza anche assorbenti lavabili, wet bags, prodotti da bagno vegani e pupazzi a forma di utero, e per le sue creazioni utilizza modelle vere, per far capire che ognuna, nelle sue parti intime, è diversa, unica e bella, e che la vera vulva non è quella artificiale e da Barbie che si vede nei film porno.

Bene, stamattina apro Repubblica.it e mi ritrovo questo articolo: “Londra, la vagina di design, l’ultima frontiera della chirurgia plastica“.

La vagina di design.

Il bello è che quando ci penso, mi vengono in mente le coppette mestruali glitterate, gli assorbenti lavabili sfiziosi, al limite i gioielli da piercing sbrilluccicosi (c’è a chi piacciono)  e le tinture fluo per i peli del pube… insomma, un po’ tutti i “vizi” più o meno pazzerelli con cui possiamo coccolare la nostra Berny, e invece no, si parla di chirurgia, di omologazione, di rifarsi le piccole labbra, di sbiancamento vaginale e anale.

Si tratta di prendere una parte della nostra identità, del nostro corpo, e cancellarla, omologarla, renderla liscia e rosea come quella di una Barbie, perchè altrimenti è brutta, è imperfetta, è sbagliata.

Quello qui sopra è uno dei pannelli che compongono il Great Wall of Vagina, l’opera dell’artista Jamie McCartney, che ha realizzato i calchi delle vulve di 400 donne di età compresa tra i 18 e i 76 anni, di diverse etnie e provenienze.

Io direi che ci ha già pensato Madre Natura a fornire ognuna di noi di un design unico e irripetibile, no? Ricordo che quando avevo 14 anni, davo il tormento a mia madre perchè volevo mettere lo smalto come le mie compagne, avere le scarpe della Fornarina come le mie compagne, il twin set come le mie compagne, e utilizzavo i Lines come le mie compagne… ci siamo capite, no? Per fortuna è una fase che passa.

E’ terribile che la società odierna riesca a renderci insicure del nostro aspetto fisico andando a toccare persino una sfera così intima… non bastava il timore che la vagina potesse essere sporca, che facesse cattivo odore, che i peli pubici facessero schifo… no, ora la vulva è semplicemente brutta.

Ragazze mie, non ascoltateli, non guardate le vag-Barbie dei film porno, ma prendete uno specchio, guardatevi tra le gambe, e ripetete: sono bella, bella, bella.

Ricordatevi che state guardando l’Origine del Mondo.

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

  • questa si che è saggezza! u_u design unico e irripetibile! verdad! questa vagina è mia e solo mia e nessuno ce l’avrà mai ugale alla mia! tiè! u_u bellissimo blog! ce ne fossero di più come te!!! ç_ç

    • Grazie mille Saoirse! 🙂 Grazie per la visita e per il commento 🙂