Project Unbreakable

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 6 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Avevo già parlato di Project Unbreakable sulla pagina di Facebook, ma sento il bisogno di tornarci sopra. Non posso liquidarlo con un semplice link, non quando in televisione si sente dire che “…però, lei si è appartata con un soldato fuori dal locale…” e che “questo genere di lesioni si ha anche con un parto“. “Lei” è quella povera ragazza vittima dell’atroce stupro di Pizzoli, lasciata nuda e sanguinante in mezzo alla neve, con ferite ai genitali che hanno richiesto quaranta punti di sutura.

Perchè persino in questo caso bestiale, sebbene mi faccia orrore l’idea di definire uno stupro “meno bestiale” di un altro, dove la vittima non è stata “semplicemente” violentata ma quasi uccisa da un oggetto metallico, si tenta di trovare una giustificazione, un “però”, un motivo per colpevolizzare la donna.  “Si è appartata, è stato un rapporto amoroso“… certo, perchè io se mi apparto con un ragazzo non voglio semplicemente parlare, pomiciare, o anche sì, avere un rapporto sessuale… no! Non vedo l’ora di farmi squarciare la vagina con un palo di ferro, ovviamente con tanto amore!

Project Unbreakable è un progetto fotografico nato  dall’idea della diciannovenne Grace Brown, studentessa della School of Visual Art di New York, che sul suo blog raccoglie le fotografie delle vittime di violenza sessuale, sia donne che uomini, assieme ad un cartello che riporta le frasi pronunciate dai loro stupratori.

Non riesco a descrivere il disgusto che provo a leggere parole come “Ti amo”, “Va tutto bene”, “Ti piace, vero?”, ma è ancora peggio quando, cartello dopo cartello, mano dopo mano, occhi dopo occhi, spunta un “Vattene da qui, mi insozzi la stanza!”, “Nessuno ti crederà!” o altre frasi del genere.

Donne stuprate e gettate via con disprezzo, come se fossero feccia, un preservativo usato.

Cosa provano queste donne quando sentono in televisione un avvocato che parla di “rapporti amorosi” con pali di ferro?

Scorrendo le pagine del progetto sembra di entrare in un incubo senza fine: innumerevoli sono gli abusi subiti da membri della famiglia, così come incredibilmente lo sono le parole di disprezzo arrivate da altre donne. Una ragazza dice che “voleva essere lei la più zoccola della festa”, una madre dice alla figlia che “non possiamo affrontare lo zio su quest’argomento”.

Mi risulta difficile trovare una conclusione a questo articolo, qualcosa che vada oltre alla rabbia ed allo schifo, al pensiero che, probabilmente, ci sarà qualcuno che leggerà quelle pagine, quei cartelli, gli occhi di quelle ragazze e di quei ragazzi, e cercherà di trovarci una colpa, una giustificazione alla violenza subita.

So solo che non potevo stare in silenzio.

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

  • Molkinaify

    Mi hai fatto venire la pelle d’oca… E’ assurdo come ancora oggi si possano sentire frasi del genere. E’ assurdo che qualcuno possa difendere chi stupra ed accusare chi è stuprato…

  • Autunno

    Purtroppo, c’è anche chi in giro ha criticato pesantemente il progetto di Grace Brown… Io personalmente, ritengo che chi si pronuncia in tale modo non abbia capito assolutamente nulla di quel progetto che, oltre ad essere veicolo di denuncia, diviene anche supporto alle vittime di violenza. Ma non mi stupisco più di nulla, ormai. Dopotutto, il perbenismo ipocrita è ciò che ha portato la nostra nazione a vittimizzare gli stupratori e a colpevolizzare le vittime. Abbiamo ancora tanta strada da fare per la civilizzazione.

    • Ciao Autunno, non sapevo delle critiche al progetto :/ Hai qualche link per caso? Grazie mille.

  • Autunno

    Non mi riferivo ai siti internet, ma a considerazioni sentite qua e là..