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Lo sterilizzatore della coppetta Gea

Ciao a tutt*, ho pensato di scrivere un nuovo post invece di aggiornare quello principale sulla coppetta Gea di Rosso Limone  perchè sono passati diversi mesi dalla sua stesura e non vorrei quindi che questo dettaglio passasse inosservato: da qualche tempo, infatti, è disponibile uno speciale sterilizzatore pensato esclusivamente per questa coppetta, con diverse particolarità.

Oltre a poter essere usato nel microonde o con l’aggiunta di acqua bollente come un normale recipiente, infatti, lo sterilizzatore della Gea presenta una base sagomata studiata apposta per rimettere in forma la coppetta ad ogni utilizzo.

Gea, infatti, è realizzata in TPE ed è studiata per adattarsi alla forma del corpo e del canale vaginale, che però può variare di mese in mese, per questo motivo rimetterla sulla sua base consente di “resettarla” ed averla così come nuova ogni volta.

Fino al 30 gennaio 2017 lo sterilizzatore è in omaggio con l’acquisto di una nuova coppetta, poi si potrà comprarlo a parte oppure acquistare la combo ad un prezzo speciale.

Vi ricordo che Gea ed il suo sterilizzatore si possono comprare solo contattando una referente Rosso Limone 🙂

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Recensione coppetta mestruale Gea

Ciao a tutte, come anticipato sulla pagina Facebook ho provato la nuova coppetta mestruale Gea per un paio di cicli e sono quindi pronta per scrivere la mia recensione.

Innanzitutto qualche dato tecnico: Gea è ideata e prodotta in Italia (Veneto) da Rosso Limone per la sua linea naturale Medea, ed è acquistabile solo dalle referenti al prezzo di 25€. (Edit: Gea è ora disponibile anche con sterilizzatore al prezzo di 32€)

E’ in TPE ed è disponibile in due taglie: 1 (piccola) e 2 (grande).

Le due misure di Gea (foto di Rosso Limone)
Le due misure di Gea (foto di Rosso Limone)

La sua particolarità, come avrete notato dalle foto, è che è a differenza di tutte le altre non è cilindrica/simmetrica ma è anatomica: la sua forma è infatti studiata su quella del canale vaginale, e richiama ciò che per natura è destinato a passarvi, come il pene e la testa dei neonati.

E’ inoltre inclinata per seguire il naturale verso del canale, che non è dritto ma piega  verso il retto, e la struttura stessa della coppetta è studiata per essere il più possibile rispettosa della fisiologia della vagina: dietro è più lunga e spessa per evitare che il retto pieno possa schiacciarla quando si deve andare in bagno, davanti è più corta e sottile (quindi morbida) per evitare di comprimere l’uretra e la vescica. La forma del bordo, inoltre, è studiata per abbracciare la  cervice e per distribuire uniformemente la pressione sulle pareti del canale.

gea_piegature

Per chi è già abituata ad usare la coppetta questo comporta un minimo di adattamento, perchè ovviamente, avendo un verso preciso, non si può inserirla e posizionarla ruotandola, però devo dire che è semplicemente questione di provare due o tre volte (magari usando un po’ di lubrificante per evitare di irritarsi “ravanando”) e poi ci si fa l’abitudine e diventa automatico come al solito!

Il gambetto della Gea è piuttosto rigidino, infatti io l’ho tagliato subito (come sapete se seguite il mio blog purtroppo non tollero neanche quelli più morbidi), una cosa che mi è piaciuta è che, essendo il fondo abbastanza spesso, sono riuscita tranquillamente ad eliminarlo tutto ed a limare bene senza correre il rischio di bucare la coppetta (naturalmente bisogna fare comunque la massima attenzione!), mentre con alcune di quelle più sottili dovevo mettermi lì con precisione chirurgica 😀

Proprio il fondo rigidino e zigrinato permette di afferrarla facilmente evitando che sfugga, inoltre aiuta molto anche per l’apertura della coppetta perchè premendolo  si riesce a farla scattare nel caso non l’abbia fatto immediatamente.

Io mi ci sono trovata molto bene, nonostante ormai da anni sia abituata ad una coppetta morbidissima come la Natù, perchè il fatto che nella parte anteriore sia più corta e morbida evita quella fastidiosa sensazione di pressione sulla vescica che riscontravo indossando una coppetta un po’ rigida (come la Lunette ad esempio) dopo tanto tempo che non ci ero più abituata, non ho avuto né perdite né fastidi nemmeno facendo attività fisica, l’unico momento in cui l’ho avvertita un po’ è stato quando, a causa della cervice bassissima, me la sono trovata col culetto davvero vicino all’ingresso della vagina e quindi avvertivo un po’ le zigrinature, cosa alla quale si può comunque rimediare facilmente limandole un po’ come il gambetto.

Queste sono le misure della Gea:

Tg.2:  lunghezza posteriore della coppa 53mm, lunghezza della parte anteriore della coppa 45mm.  Capienza: 25 ml fino ai fori.
Tg.1:  lunghezza posteriore della coppa 49mm, lunghezza della parte anteriore della coppa 41mm. Capienza: 20ml fino ai fori.

La circonferenza del bordo non è facilmente misurabile essendo inclinata e non circolare,  da disegno 2D la tg.2 sta dentro un rettangolo di 42mm per 41mm, la tg.1 sta dentro un rettangolo di 46mm per 45mm.

In conclusione, credo che la Gea sia un’ottima coppetta “jolly” se non si ha un flusso estremamente abbondante, date le sue caratteristiche di forma e rigidità differenziate, fatemi sapere se l’avete già provata! 🙂

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Link utili sulla coppetta mestruale e gli assorbenti lavabili

Buongiorno! In questi anni, come avrete notato, ho progressivamente quasi abbandonato il blog perchè coppetta mestruale ed assorbenti lavabili ormai non sono più oggetti del mistero ma sono più conosciuti e, soprattutto, sono nati moltissimi altri gruppi, forum, siti e spazi vari che ne parlano, quindi, contrariamente a 5-6 anni fa, oggi è molto facile trovare informazioni.

Vi lascio alcuni link utili usciti recentemente:

Alla prossima!

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Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

La coppetta mestruale su BBC Scienze (PDF)

Articolo sulla coppetta mestruale apparso su BBC Scienze n°33 di Ottobre 2015.
Finalmente cominciamo ad apparire anche sui media tradizionali! 🙂

BBC_Scienze_Coppetta

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SOS coppetta: una mini guida per i problemi delle principianti

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 2 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Avevo iniziato a scrivere questo post su Facebook, poi mi sono resa conto che non solo la lunghezza sforava abbondantemente i limiti, ma che sarebbe stato più utile ricavarne una mini guida che non andasse persa nel tempo, perchè sempre più spesso mi capita di vedere ragazze che nel giro di tre mesi hanno provato 3-4 coppette, o che scrivono “Oggi prima prova con la coppetta, non si apriva/perdeva/era piena in 3 ore/la sentivo/mi è salita in alto, la cambio?”: principianti, abbiate pazienza! 😀

Usare la coppetta non è complicato, ma non è detto che riusciate obbligatoriamente al primo tentativo, ma neanche al quarto o al quinto può essere perfettamente normale perchè non tutte hanno la stessa manualità, lo stesso corpo e la stessa capacità di rilassarsi, quindi la cosa migliore è fare più prove, tenendo un assorbente di sicurezza (eliminando quindi la paura di sporcarsi), in modo da capire se effettivamente c’è un problema, e quale potrebbe essere, prima di cambiare coppetta o addirittura abbandonare.

Proviamo ad esaminare alcuni casi:

“Sento” la coppetta e mi dà fastidio

Se è la prima prova, l’80% delle volte è solo questione di abituarsi. Avete presente quando non siete abituate a portare ad esempio l’orologio, ne indossate uno e per diverse ore, se non per tutta la giornata, ve lo “sentite” addosso? Man mano che passano le ore, però, ve lo dimenticate. Ecco, con la coppetta è la stessa cosa: ovviamente se c’è un fastidio molto forte o addirittura dolore, probabilmente è messa male e conviene toglierla e rimetterla, ma la maggior parte delle volte è solo questione di abituarsi e non se ne sentirà più la presenza. Talvolta potrebbe essere semplicemente il gambo che, se troppo lungo, causa fastidio. Se poi per diversi giorni si continua a sentirla, ci sono difficoltà ad urinare o si avvertono dolori, allora la coppetta è davvero troppo rigida, troppo grande o con una forma non adatta alla nostra anatomia (alcune donne, ad esempio, trovano fastidioso il culetto troppo arrotondato ed ingombrante, altre invece detestano quelli più “appuntiti”).

La coppetta non si apre

Se sono le prime prove, anche inconsciamente si può essere un po’ tese, quindi i muscoli della vagina si contraggono, il canale si restringe, ed è più difficile far aprire la coppetta. Cercate di rilassarvi. Inoltre, spesso, si inserisce la coppetta tuuuuuuutta in alto e si molla: se c’è poco spazio, è facile che le pareti vaginali impediscano il passaggio dell’aria e quindi l’apertura. Molto meglio far passare l’anello, farla aprire, e poi “avvitarla” su del tutto, oppure inserirla accompagnandola col dito, usando quest’ultimo per spostare delicatamente la parete vaginale e favorire il passaggio dell’aria.
Ho usato coppette rigide per 3-4 anni prima di prendere la prima morbida, ed ovviamente cercavo di metterla come facevo con le altre, ed era tutto inutile: Non. Si. Apriva. Poi ho imparato il trucco di farla aprire all’ingresso e voilà! Coppetta aperta rapidamente come le altre.
Se nonostante questi accorgimenti, dopo ripetuti tentativi anche in giorni diversi, la coppetta non si apre o resta sempre schiacciata, potrebbe essere il caso di comprarne una più rigida.

La coppetta perde

Se siamo sicure che la coppetta si sia aperta ed abbiamo comunque delle perdite, potrebbero esserci vari motivi. Se inseriamo la coppetta quando le mestruazioni sono già iniziate, il canale vaginale è sporco del sangue che nel frattempo è sceso: anche se abbiamo fatto tutto in maniera corretta quel pochino di sangue scenderà e lo vedremo sulla carta igienica o sulle mutandine: si tratta delle famose “perdite da canale sporco”. Se, però, vi allarmate perché notate una gocciolina rosata o appena un po’ di rosso sulla carta ed iniziate a togliere e rimettere la coppetta ogni mezz’ora, otterrete solo di: 1) continuare a sporcare il canale, perché se ogni volta che la levate vi mettete a sciacquarla ecc., nel frattempo il sangue continua a scendere e date il via ad un circolo vizioso 2) vi irritate da morire la patata, col duplice risultato di trovarvi ad affermare “Niente, sta coppetta non funziona, perde sempre e mi ha fatto venire un’irritazione bestiale!!!” 😉
Invece, le prime volte tenete appunto un assorbente di sicurezza, così non vi sporcate, ed osservate cosa succede dopo alcune ore: se le perdite si limitano a qualche alone rosato o ad una goccina, roba insomma che potreste risolvere semplicemente con un salvaslip, è appunto solo “canale sporco”, se invece c’è sangue abbondante (e la coppetta non è piena) allora probabilmente non era posizionata bene (e tra poco vi spiego come provare a rimediare). Per evitare l’effetto “canale sporco”, se la mettete al mattino sul bidè potete pulirvi delicatamente col dito o indirizzando il getto dell’acqua verso il canale vaginale, fuori casa (ad esempio dopo un cambio in un giorno di flusso intenso) io semplicemente passo più volte la carta igienica finché non la vedo pulita. Potete anche sciacquarvi con una bottiglietta d’acqua, magari con quei mini-beccucci da avvitarci sopra che permettono di indirizzare il getto (“bidè portatili”). Di solito, in questo modo, non ho bisogno di nessun salvaslip. Se proprio c’è un minimo alone, risolvo semplicemente indossando mutandine di colore scuro.
Se invece, come ho spiegato prima, ci si accorge che la coppetta è posizionata male, potremmo non aver centrato la cervice, cioè il collo dell’utero, dal quale fisicamente esce il sangue mestruale. Non è importante che la cervice sia dentro la coppetta, ma è essenziale che questa stia dentro alla zona coperta dalla coppetta stessa, cioè può stare più in alto di dove si trova il nostro dispositivo, ma non più in basso, per ovvie ragioni (vedi immagini esplicative). Potete capire dove si trova la vostra cervice esplorando col dito prima di inserire la coppetta, o, più semplicemente, una volta inserita passateci delicatamente il dito attorno per controllare che la cervice non sporga fuori.


Fonte delle immagini: WikiHow.

Come ultima cosa, se non avete tagliato il gambetto della vostra  coppetta, prestate attenzione se vi capita di percepirlo: potrebbe “impuntarsi” sulle pareti vaginali e far perdere temporaneamente aderenza alla coppetta, causando le perdite.
Se, nonostante tutti questi accorgimenti, dopo vari tentativi, la coppetta continua a perdere, potrebbe essere troppo morbida per la nostra muscolatura, e conviene quindi indirizzarsi verso una coppetta più rigida.

La coppetta si riempie in pochissimo tempo

Prima di decidere di cambiare coppetta, consiglio di aspettare almeno un ciclo completo, ma sarebbero meglio due o tre. Per esempio, può darsi che ci sia solo un giorno di flusso particolarmente abbondante nel quale bisogna cambiarsi più spesso, e tutti gli altri garantiscano invece un autonomia sufficiente, oppure potrebbe essere stato solo un caso e quel mese il flusso era più abbondante del solito. In questo modo, si può decidere obiettivamente se è il caso di comprare una coppetta con una maggior capienza, oppure se semplicemente per un giorno o due si preferisce cambiarsi con maggior frequenza.

La coppetta sale tantissimo

Innanzitutto, mantenete la calma: la vagina ha il fondo, la coppetta non può salire troppo o perdersi chissà dove. Seconda cosa, se avete letto le istruzioni con attenzione, dovreste sapere che il gambetto della coppetta deve stare tutto dentro e non sporgere fuori. E’ normale che una volta all’interno possa salire. Se siete tese, i muscoli saranno contratti e vi sembrerà di non poter raggiungere il culetto della coppetta, perciò rilassatevi il più possibile. Mettetevi in una posizione comoda e spingete coi muscoletti pelvici per far abbassare la coppetta, in questo modo riuscirete a raggiungerla più facilmente: un volta imparato come fare, questo gesto vi verrà automatico ed il cambio diventerà una cosa veloce. Se non riuscite nemmeno così, accucciatevi come se doveste usare la toilette alla turca: questa posizione fa accorciare il canale vaginale. Se non avete superato le 12 ore, potete anche aspettare che la coppetta si riempia un po’ di più e la forza di gravità aiuti naturalmente ad estrarla.
Al mattino si consiglia di aspettare un po’ prima di estrarre la coppetta, perché durante la notte potrebbe essere salita un po’ più del solito.
Anche in questo caso, se dopo diversi tentativi l’estrazione rimane sempre lunga/difficoltosa, si può pensare ad acquistare una coppetta più lunga.

Spero che questa mini guida vi sia stata utile, e ricordate sempre che molti dei problemi che si hanno all’inizio si possono risolvere con un po’ di pazienza e di allenamento: provate a pensare alle prime volte che siete andate in bicicletta, avete provato a fare una torta, o anche solo alle prime volte con gli assorbenti esterni (indovinare la posizione giusta, sapere ogni quanto cambiarsi ecc. ecc.)! 😉

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.