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14 febbraio: One Billion Rising contro la violenza sulle donne

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 4 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Avevo sentito parlare di One Billion Rising quando avevo letto un articolo (che avevo poi diffuso sui Social Network) che cercava volontarie per un video contro la violenza sulle donne, parte di un progetto internazionale, che si sarebbe girato nella mia Modena, poi ne avevo perso le tracce.

Oggi, per puro caso, ho scoperto che il movimento è più forte che mai, ed il 14 febbraio 2013 si terranno in tutto il mondo manifestazione e flash mob contro la violenza sulle donne.

UNA DONNA SU TRE SUL PIANETA VERRA’ VIOLENTATA O PICCHIATA NEL CORSO DELLA SUA VITA.

UN MILIARDO DI DONNE VIOLATE SONO UN’ATROCITA’.
UN MILIARDO DI DONNE CHE DANZANO SONO UNA RIVOLUZIONE.

Il movimento è stato organizzato da Eve Ensler, l’autrice dei Monologhi della Vagina, ed è assolutamente apolitico. Per maggiori informazioni potete iscrivervi al gruppo italiano su Facebook, consultare il sito italiano, oppure quello ufficiale internazionale. Qui si trova l’elenco delle iniziative in tutto il mondo. Diciamo basta alla violenza ed al femminicidio!

UPDATE: Ecco qui il tutorial per la versione semplificata dell’inno Break The Chain, realizzata dalle ragazze modenesi, adatta anche alle più negate nel ballo!

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Mi sono fatta un regalo di Natale…

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

…e mi sono comprata un pendente di Vulva Love Lovely.
Non è il primo acquisto che faccio da lei, in questi ultimi mesi, ma purtroppo, causa problemi con le Poste, è il primo pacchetto che, faticosamente, è giunto a destinazione. Ovviamente, come per il pacco di Party in My Pants, anche questo è stato fermato dalla dogana, e questa volta il dazio è stato di 24€… e sì, anche in questo caso si trattava di una piccola ed innocua busta imbottita: evidentemente quest’anno i doganieri per le feste hanno fatto gli straordinari.

A parte questo, il giramento di bolas si è subito placato quando ho aperto il pacchettino… purtroppo, non ho foto del “prima”, perchè snervata dall’attesa ho letteralmente assaltato la scatolina e l’ho aperta in macchina…

Non è bellissimo? Come forse alcuni di voi sapranno, lo scorso novembre sono tornata a Londra assieme alla mia amica Frà che mi ha portata a vedere il musical Wicked, di cui avevo solo sentito parlare distrattamente perchè non mi ero mai interessata granchè al tema del Mago di Oz e simili. Lo spettacolo, invece, mi ha letteralmente conquistata, così quando sul sito di Vulva Love Lovely ho visto questo medaglione ispirato ad Elphaba non ho saputo resistere ed ho deciso di regalarmelo.

L’idea del medaglione mi piace perchè è discreto e quindi posso portarlo tranquillamente anche in ufficio o al colloquio con le maestre senza suscitare scalpore, ma il dettaglio della vulva scolpita a mano mi ha lasciata senza fiato… purtroppo la foto non rende assolutamente: la scultura è piccola, delicata e perfetta, per nulla volgare, ed il pensiero positivo che infonde riguardo alla bellezza del femminile, combinato col ricordo del personaggio di Elphaba mi lascia davvero una bella sensazione.

Vi lascio con la canzone “Defying Gravity” che dà il nome al mio medaglione, sia in versione originale sia cantata dal cast di Glee, come ringraziamento alla mia amica Frà per il bellissimo regalo (mi ha regalato lei il biglietto per lo spettacolo)!

 

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Coppette mestruali, assorbenti e femminismo

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Oggi, nella mia TL di Twitter, è comparso il link all’articolo della signora Julie Burchill, il cui titolo si può tradurre con “Un nuovo modo per tenere le donne a casa“. Ebbene, se tale articolo non fosse stato twittato dall’account di Mooncup UK, mai e poi mai avrei pensato che potesse parlare della coppetta mestruale.

Riassumo in breve per chi non mastica l’inglese o non ha voglia di leggersi tutto l’articolo: Julie sostiene che la coppetta e gli assorbenti lavabili, di cui parla in modo certamente non lusinghiero, non sono altro che modi per tenere a casa il più possibile le donne, come, udite udite, l’allattamento al seno. Perchè? La signora Burchill non lo spiega, si capisce solo che per lei si tratta di cose poco pratiche.

Ora, come è stato per la grande Luciana Littizzetto, è chiaro che Julie Burchill non solo non ha mai provato la coppetta mestruale nè gli assorbenti lavabili, ma non si è neppure informata a dovere. Una persona è libera di pensare che certi metodi non facciano per lei, chiaramente, ma scrivere un articolo criticando qualcosa che non si conosce, secondo me, non è sinonimo di intelligenza.

Mi sfugge, poi, perchè mai la coppetta dovrebbe essere antifemminista e costringere le donne a stare a casa, quando rispetto agli assorbenti non ci si deve:

  • preoccuparsi di cambiarsi ogni 4 ore
  • preoccuparsi di gettare gli assorbenti usati nei cestini dei bagni pubblici, che di solito sono in condizioni penose e non proprio piacevoli da toccare
  • preoccuparsi di gettare gli assorbenti usati a casa di altre persone nel caso si sia ospiti di qualcuno
  • preoccuparsi di portarsi dietro una scatola di assorbenti nel caso “ci debbano venire” in viaggio
  • preoccuparsi di portarsi dietro gli assorbenti di ricambio nel caso si passi tutto il giorno fuori casa

senza contare il fatto che molte donne hanno trovato sollievo dai dolori mestruali usando la coppetta.

Riguardo agli assorbenti lavabili, posso capire che una donna possa erroneamente pensare che richiedano chissà quale impegno, ma, appunto, non può saperlo prima di provarlo. Tra l’altro, da come sembra schifata, mi domando se Julie getti via mutande e calzini una volta usati, oppure li lavi e li stenda ad asciugare come tutti i comuni mortali…

Nei commenti all’articolo, la discussione si sta facendo accesa… evidentemente Julie Burchill non sapeva che ci fossero tante eco-femministe in giro! 🙂

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.