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SckoonCup: foto e primissime impressioni

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 4 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Care amiche, da tempo non ero così eccitata per una nuova coppetta, così, appena è diventata disponibile in Europa (volevo evitare la dogana) ne ho subito approfittato per comprare l’americana SckoonCup su Feminine Wear. Ho preso la misura 2, cioè quella più grande.

Le particolarità di questa coppetta sono l’estetica decisamente gradevole, l’assenza di “anello” nel bordo (che non presenta quindi “scalini” che potrebbero dare fastidio a chi è molto delicata) ed i fori quasi verticali e molto alti che permettono di sfruttare tutto il volume della coppetta. La capienza misurata con la siringa che ho usato per tutte le altre è risultata di 28 ml, direi ottima perchè, come si vede dal confronto con altre taglie grandi, le sue dimensioni sono piuttosto contenute: 50 mm di lunghezza e 45 mm di diametro. Sì, avete capito bene: la Sckooncup 2 (grande) ha le stesse dimensioni della Femmecup, ma col doppio della capienza! Sono rimasta letteralmente a bocca aperta!

Provata “a secco” (senza mestruazioni) si è aperta praticamente subito (ho solo dovuto fare un mezzo giro tenendola dal culetto) e mi è sembrata molto confortevole: non preme sulla vescica e le foglioline alla base sono morbide e quindi non grattano. Anche il gambetto mi è sembrato decisamente morbido e delicato, infatti non mi ha fatto male (come sapete io sono delicatissima e devo tagliare tutto) ma mi dava solo un leggerissimo fastidio, quindi per una persona “normale” dovrebbe essere assolutamente senza problemi 🙂 Come morbidezza si piazza a metà tra la Natù e la Fleurcup, ma verso il bordo si fa più spessa e quindi anche più dura, il silicone però è super elastico, quindi la sensazione che dà non è di rigidità.

Che dire… lascio che siano le immagini a parlare, come prima impressione è sicuramente strapromossa! <3

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Coppetta mestruale FemmyCycle: recensione! (UPDATE del 29/06/13)

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 4 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Ciao a tutte, eccoci qui per la recensione della coppetta FemmyCycle: molte di voi hanno già visto il video, ma ho pensato, vista la novità di questa coppetta, di mettere tutto anche per iscritto, in modo che sia più facile consultarla.

Ecco il video:

Come sa chi l’ha già visto, la mia recensione della FemmyCycle purtroppo è negativa: l’ho trovata scomoda, ingombrante, e, soprattutto, mi è sembrato che le sue caratteristiche innovative, come la mancanza di fori, la capienza ed il bordo salvagoccia, non fossero in realtà poi così utili.

Nelle foto ho messo a confronto la FemmyCycle con la Ladycup L (arancione) e la S (verde): come vedete, il corpo della Femmy è piuttosto corto, ma largo: l’imboccatura è persino più piccola di quella della Lady L, ma, a differenza delle altre coppette, invece che restringersi andando verso il fondo, si allarga, assumendo una caratteristica forma panciuta.

Al momento di inserirla, ho trovato la Femmy piuttosto scivolosa, un po’ come la Lady, ma, forse a causa della sua forma, mi è persino scappata via dalle mani: per riuscire a metterla senza problemi ho dovuto tenerla stretta molto saldamente. Una volta indossata, mi sono accorta subito di un altro problema: la coppetta restava chiusa. Secondo le istruzioni, la FemmyCycle è progettata per non aprirsi completamente, in quanto questa caratteristica dovrebbe creare una sorta di aspirazione che convoglia il flusso al suo interno, ma il problema è che è difficile stimare “quanto” dovrebbe restare chiusa. Come faccio, insomma, a capire se si è aperta abbastanza per funzionare correttamente? Inserendo il dito, a me sembrava rimasta completamente piatta, perciò ho provato a tirarla un po’ fuori e farla aprire verso l’imboccatura, come si fa  con le coppette morbide, ma subito me ne sono pentita: non solo la mancanza di  fori mi ha costretta a “premere” leggermente la parete vaginale per cercare di far entrare un po’ d’aria, ma quando questo è successo… la Femmy si è “gonfiata” a mò di palloncino, venendo spinta fuori: una coppetta normale infatti è stretta in fondo, mentre questa essendo larga più dell’imboccatura  è ovviamente troppo grossa per essere nuovamente spinta dentro. Mi scuso per i dettagli raccapriccianti (e ne troverete altri in questa recensione!), ma li trovo importanti per far capire le differenze tra questa coppetta e le altre.

Dopo un po’ di prove, comunque, sono riuscita ad infilarla e, a forza di smuoverla, a farla aprire quel po’ che mi sembrava sufficiente: devo dire che nonostante le dimensioni non ho più avvertito il corpo della coppetta, quindi penso di averla messa bene. Il punto dolente però era l’anello: come sapete, ho l’imboccatura della vagina piuttosto sensibile, e non sopporto nessun tipo di gambo, nemmeno lo spuntone di qualche mm che resta nella Lady, provate quindi ad immaginare quale poteva essere la mia gioia nell’avere un anello così grosso che sfregava all’interno. E’ presto detto: sono riuscita a tenerla solo di notte, perchè non riuscivo assolutamente a camminare normalmente. So che la sensibilità è un problema mio, però, a differenza di un normale gambo che so non dare fastidio alla maggior parte delle donne, non sono convinta che l’anellone della Femmy vada bene per tutte.

Mi scuso, quindi, se non riesco a documentare come si comporta la Femmy riguardo a perdite ecc.: durante la notte ed al risveglio non ne ho avute, però, non essendo un uso “normale”, preferisco non pronunciarmi su questo punto: probabilmente la Femmy, se messa bene, non perde, ma ovviamente non prendetelo come oro colato.

Per estrarla, ho provato a tirare semplicemente l’anello, ma essendoci il sottovuoto ho subito avvertito il “risucchio” e mi sono fermata, tirandola fuori nel modo classico, cioè schiacciando il fondo, ma al momento di sciacquarla sotto l’acqua mi sono accorta di un altro problema: nonostante il risciacquo era rimasta un po’ sporca e così, come faccio con tutte le altre coppette, ho inserito il dito nell’apertura per sfregare leggermente. Purtroppo, dato che a causa del bordino l’imboccatura è poco più larga del mio dito, il risultato è stato l’effetto stantuffo, con l’acqua sporca che schizzava qua e là… il mio consiglio è quindi di sciacquarla molto bene prima di infilare eventualmente il dito, almeno se schizza è acqua pulita… 🙂

Riassumendo, la mia impressione è stata piuttosto negativa: non ho riscontrato alcun vantaggio rispetto ad una coppetta normale, ma solo ulteriori complicazioni. Ecco perchè le cosiddette “innovazioni” secondo me non sono funzionali:

  • Il bordo salvagoccia: come si può vedere nel video, la quantità di liquido che può essere arginata dal bordino è piuttosto bassa, quindi non sarebbe efficace per trattenere il flusso in caso di inclinazione eccessiva della coppetta. 
  • La grande capienza: la Femmy è in grado di contenere 35 ml fino al limite del bordino di sicurezza, ma riflettiamo: se è concepita per funzionare un po’ schiacciata, questa capienza va a farsi benedire, dato che è basata sulla coppetta  completamente aperta.
  • Il design che dovrebbe “aspirare” il flusso: è semplicemente l’effetto del sottovuoto. Come si vede nel video, se schiacciamo la Femmy e la mettiamo in un bicchiere a testa in giù, vediamo l’acqua che sale al suo interno. Peccato che succeda la stessa identica cosa con tutte le coppette, infatti nel video l’ho fatto tranquillamente con la Lady. Tutte le coppette fanno il sottovuoto, quindi non è certo un’esclusiva della FemmyCycle.
  • Il design concepito per non aprirsi completamente: dovrebbe facilitare le cose, ma l’ho trovato una complicazione. Una coppetta normale si può controllare se è aperta semplicemente controllando col dito, per la Femmy come si fa a capire se è aperta abbastanza? Deve stare un po’ chiusa, ma quanto chiusa? Per esempio, la prima volta era ancora completamente schiacciata, perciò non credo che andasse bene…
  • L’anello per estrarla: l’ho trovato fastidioso, inoltre senza togliere il sottovuoto  comunque la coppetta non usciva.

Insomma, l’unica cosa positiva che ho apprezzato è stata la grande gentilezza e disponibilità dei produttori, dato che me ne hanno prontamente inviato un campione proprio per poterlo recensire e valutare se eventualmente venderlo su Adora, ma purtroppo mi sono proprio trovata male, ed ho quindi deciso di non venderla.

C’è qualcun’altra oltre a me che l’ha provata? Sono curiosissima di conoscere le vostre impressioni!

UPDATE del 29/06/13:

Sono passati alcuni mesi ed altre ragazze hanno provato la Femmycycle, trovandosi bene (al contrario di me) ed ho deciso quindi di linkare i loro video e post. Se qualcuna di voi l’ha provata ed ha scritto una recensione può linkarmela nei commenti così la aggiungo! 🙂

 

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

FemmyCycle, prime impressioni (video post)

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Ciao a tutte, se mi avete seguito su Facebook saprete che, per qualche motivo, avevo perso i contatti con l’azienda produttrice di FemmyCycle, la nuova coppetta mestruale dalla forma innovativa di cui vi avevo parlato la scorsa estate, cosa che mi aveva indispettivo non poco perchè finalmente a dicembre 2012 la coppetta è uscita sul mercato dopo aver ottenuto l’approvazione dell’FDA americana. Invece ieri… sorpresa! Mi è arrivata a casa, addirittura con corriere (risulta infatti spedita dagli Stati Uniti il 21 dicembre 2012)!

Devo dire che, a prima vista, ha confermato un po’ tutte le mie perplessità, sia riguardo alle dimensioni che alla mancanza dei forellini, ma chissà come si comporterà alla prova pratica? Ovviamente vi terrò informate, intanto ecco le mie prime impressioni in questo video!

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

FemmyCycle, la nuova coppetta mestruale

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Avevo appena affermato che quest’anno c’erano poche novità nell’ambito delle coppette mestruali e… eccone una davvero interessante!

Si tratta di una nuova coppetta, FemmyCycle, il cui design è piuttosto diverso dalle altre: oltre ad essere molto bombata , ha un bordo interno che assicura che il sangue raccolto non esca nemmeno capovolgendola.

Secondo le informazioni dei produttori, la FemmyCycle sarà disponibile in Europa tra 2 o 3 mesi, ed avrà una sola taglia che potrà contenere 15-30 ml di flusso mestruale. Immagino quindi che 30 ml sarà la capienza massima e che a quel punto il trucco del bordino interno non varrà più come “antigoccia”, e a questo proposito sono curiosissima di verificarne la tenuta, dato che non vedo forellini che garantiscano l’effetto sottovuoto tipico delle altre coppette mestruali!

Un kit FemmyCycle conterrà due coppette, nel caso la donna voglia cambiarsi inserendone una pulita invece che sciacquando quella usata, e costerà circa 39€. Sebbene sia realizzata in silicone, i produttori suggeriscono di cambiarla dopo 1-2 anni, ma questo potrebbe semplicemente dipendere dalle norme sanitarie americane (anche la Diva Cup infatti consiglia di sostituirla ogni anno), in quanto sappiamo che in teoria potrebbe durare 5 o anche 10 anni.

Qui di seguito il video di presentazione di FemmyCycle e… vi anticipo che l’azienda mi manderà un campione per testarla non appena sarà disponibile! Non vedo l’ora di averla tra le mani! 🙂

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.