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SOS coppetta: una mini guida per i problemi delle principianti

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 2 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Avevo iniziato a scrivere questo post su Facebook, poi mi sono resa conto che non solo la lunghezza sforava abbondantemente i limiti, ma che sarebbe stato più utile ricavarne una mini guida che non andasse persa nel tempo, perchè sempre più spesso mi capita di vedere ragazze che nel giro di tre mesi hanno provato 3-4 coppette, o che scrivono “Oggi prima prova con la coppetta, non si apriva/perdeva/era piena in 3 ore/la sentivo/mi è salita in alto, la cambio?”: principianti, abbiate pazienza! 😀

Usare la coppetta non è complicato, ma non è detto che riusciate obbligatoriamente al primo tentativo, ma neanche al quarto o al quinto può essere perfettamente normale perchè non tutte hanno la stessa manualità, lo stesso corpo e la stessa capacità di rilassarsi, quindi la cosa migliore è fare più prove, tenendo un assorbente di sicurezza (eliminando quindi la paura di sporcarsi), in modo da capire se effettivamente c’è un problema, e quale potrebbe essere, prima di cambiare coppetta o addirittura abbandonare.

Proviamo ad esaminare alcuni casi:

“Sento” la coppetta e mi dà fastidio

Se è la prima prova, l’80% delle volte è solo questione di abituarsi. Avete presente quando non siete abituate a portare ad esempio l’orologio, ne indossate uno e per diverse ore, se non per tutta la giornata, ve lo “sentite” addosso? Man mano che passano le ore, però, ve lo dimenticate. Ecco, con la coppetta è la stessa cosa: ovviamente se c’è un fastidio molto forte o addirittura dolore, probabilmente è messa male e conviene toglierla e rimetterla, ma la maggior parte delle volte è solo questione di abituarsi e non se ne sentirà più la presenza. Talvolta potrebbe essere semplicemente il gambo che, se troppo lungo, causa fastidio. Se poi per diversi giorni si continua a sentirla, ci sono difficoltà ad urinare o si avvertono dolori, allora la coppetta è davvero troppo rigida, troppo grande o con una forma non adatta alla nostra anatomia (alcune donne, ad esempio, trovano fastidioso il culetto troppo arrotondato ed ingombrante, altre invece detestano quelli più “appuntiti”).

La coppetta non si apre

Se sono le prime prove, anche inconsciamente si può essere un po’ tese, quindi i muscoli della vagina si contraggono, il canale si restringe, ed è più difficile far aprire la coppetta. Cercate di rilassarvi. Inoltre, spesso, si inserisce la coppetta tuuuuuuutta in alto e si molla: se c’è poco spazio, è facile che le pareti vaginali impediscano il passaggio dell’aria e quindi l’apertura. Molto meglio far passare l’anello, farla aprire, e poi “avvitarla” su del tutto, oppure inserirla accompagnandola col dito, usando quest’ultimo per spostare delicatamente la parete vaginale e favorire il passaggio dell’aria.
Ho usato coppette rigide per 3-4 anni prima di prendere la prima morbida, ed ovviamente cercavo di metterla come facevo con le altre, ed era tutto inutile: Non. Si. Apriva. Poi ho imparato il trucco di farla aprire all’ingresso e voilà! Coppetta aperta rapidamente come le altre.
Se nonostante questi accorgimenti, dopo ripetuti tentativi anche in giorni diversi, la coppetta non si apre o resta sempre schiacciata, potrebbe essere il caso di comprarne una più rigida.

La coppetta perde

Se siamo sicure che la coppetta si sia aperta ed abbiamo comunque delle perdite, potrebbero esserci vari motivi. Se inseriamo la coppetta quando le mestruazioni sono già iniziate, il canale vaginale è sporco del sangue che nel frattempo è sceso: anche se abbiamo fatto tutto in maniera corretta quel pochino di sangue scenderà e lo vedremo sulla carta igienica o sulle mutandine: si tratta delle famose “perdite da canale sporco”. Se, però, vi allarmate perché notate una gocciolina rosata o appena un po’ di rosso sulla carta ed iniziate a togliere e rimettere la coppetta ogni mezz’ora, otterrete solo di: 1) continuare a sporcare il canale, perché se ogni volta che la levate vi mettete a sciacquarla ecc., nel frattempo il sangue continua a scendere e date il via ad un circolo vizioso 2) vi irritate da morire la patata, col duplice risultato di trovarvi ad affermare “Niente, sta coppetta non funziona, perde sempre e mi ha fatto venire un’irritazione bestiale!!!” 😉
Invece, le prime volte tenete appunto un assorbente di sicurezza, così non vi sporcate, ed osservate cosa succede dopo alcune ore: se le perdite si limitano a qualche alone rosato o ad una goccina, roba insomma che potreste risolvere semplicemente con un salvaslip, è appunto solo “canale sporco”, se invece c’è sangue abbondante (e la coppetta non è piena) allora probabilmente non era posizionata bene (e tra poco vi spiego come provare a rimediare). Per evitare l’effetto “canale sporco”, se la mettete al mattino sul bidè potete pulirvi delicatamente col dito o indirizzando il getto dell’acqua verso il canale vaginale, fuori casa (ad esempio dopo un cambio in un giorno di flusso intenso) io semplicemente passo più volte la carta igienica finché non la vedo pulita. Potete anche sciacquarvi con una bottiglietta d’acqua, magari con quei mini-beccucci da avvitarci sopra che permettono di indirizzare il getto (“bidè portatili”). Di solito, in questo modo, non ho bisogno di nessun salvaslip. Se proprio c’è un minimo alone, risolvo semplicemente indossando mutandine di colore scuro.
Se invece, come ho spiegato prima, ci si accorge che la coppetta è posizionata male, potremmo non aver centrato la cervice, cioè il collo dell’utero, dal quale fisicamente esce il sangue mestruale. Non è importante che la cervice sia dentro la coppetta, ma è essenziale che questa stia dentro alla zona coperta dalla coppetta stessa, cioè può stare più in alto di dove si trova il nostro dispositivo, ma non più in basso, per ovvie ragioni (vedi immagini esplicative). Potete capire dove si trova la vostra cervice esplorando col dito prima di inserire la coppetta, o, più semplicemente, una volta inserita passateci delicatamente il dito attorno per controllare che la cervice non sporga fuori.


Fonte delle immagini: WikiHow.

Come ultima cosa, se non avete tagliato il gambetto della vostra  coppetta, prestate attenzione se vi capita di percepirlo: potrebbe “impuntarsi” sulle pareti vaginali e far perdere temporaneamente aderenza alla coppetta, causando le perdite.
Se, nonostante tutti questi accorgimenti, dopo vari tentativi, la coppetta continua a perdere, potrebbe essere troppo morbida per la nostra muscolatura, e conviene quindi indirizzarsi verso una coppetta più rigida.

La coppetta si riempie in pochissimo tempo

Prima di decidere di cambiare coppetta, consiglio di aspettare almeno un ciclo completo, ma sarebbero meglio due o tre. Per esempio, può darsi che ci sia solo un giorno di flusso particolarmente abbondante nel quale bisogna cambiarsi più spesso, e tutti gli altri garantiscano invece un autonomia sufficiente, oppure potrebbe essere stato solo un caso e quel mese il flusso era più abbondante del solito. In questo modo, si può decidere obiettivamente se è il caso di comprare una coppetta con una maggior capienza, oppure se semplicemente per un giorno o due si preferisce cambiarsi con maggior frequenza.

La coppetta sale tantissimo

Innanzitutto, mantenete la calma: la vagina ha il fondo, la coppetta non può salire troppo o perdersi chissà dove. Seconda cosa, se avete letto le istruzioni con attenzione, dovreste sapere che il gambetto della coppetta deve stare tutto dentro e non sporgere fuori. E’ normale che una volta all’interno possa salire. Se siete tese, i muscoli saranno contratti e vi sembrerà di non poter raggiungere il culetto della coppetta, perciò rilassatevi il più possibile. Mettetevi in una posizione comoda e spingete coi muscoletti pelvici per far abbassare la coppetta, in questo modo riuscirete a raggiungerla più facilmente: un volta imparato come fare, questo gesto vi verrà automatico ed il cambio diventerà una cosa veloce. Se non riuscite nemmeno così, accucciatevi come se doveste usare la toilette alla turca: questa posizione fa accorciare il canale vaginale. Se non avete superato le 12 ore, potete anche aspettare che la coppetta si riempia un po’ di più e la forza di gravità aiuti naturalmente ad estrarla.
Al mattino si consiglia di aspettare un po’ prima di estrarre la coppetta, perché durante la notte potrebbe essere salita un po’ più del solito.
Anche in questo caso, se dopo diversi tentativi l’estrazione rimane sempre lunga/difficoltosa, si può pensare ad acquistare una coppetta più lunga.

Spero che questa mini guida vi sia stata utile, e ricordate sempre che molti dei problemi che si hanno all’inizio si possono risolvere con un po’ di pazienza e di allenamento: provate a pensare alle prime volte che siete andate in bicicletta, avete provato a fare una torta, o anche solo alle prime volte con gli assorbenti esterni (indovinare la posizione giusta, sapere ogni quanto cambiarsi ecc. ecc.)! 😉

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 34 anni, vegan da otto, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una consulente Rosso Limone.

Sveglia e caffè

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

…barba e bidè, presto che perdo il tram… 

Ok, ce la posso fare. Devo solo (in ordine casuale) *:

  • finire di impacchettare comprare i regali di Natale
  • mettere insieme il costume per lo spettacolo di Natale
  • imparare le battute per lo spettacolo di Natale
  • organizzare il giveaway di Natale Capodanno (questa doveva essere una sorpresa, ma poi ho pensato di mettervi la pulce nell’orecchio :D)
  • scrivere la recensione dei salvaslip lavabili TreTopini
  • scrive la recensione degli assorbenti compostabili Vivicot
  • scrivere la recensione dei salvaslip petite ultralite Domino Pads
  • aggiornare il post con le varie offerte natalizie dei vari brand
  • scrivere un post sugli assorbenti natalizi
  • scrivere vari post per Bellezza Sostenibile
  • scrivere due guest post, ma ormai mi sa che è tardi
  • finire i moduli della SQcuola di Blog
  • aprire la pagina del blog su Google +
In compenso, ieri sera mentre ero al lavoro ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: dovete sapere che ho una finestrella proprio di fronte a me, sopra al monitor del pc, ed attorno alle 18:05 una scia luminosa ha attirato la mia attenzione. Mi sono trovata ad osservare una specie di meteorite/bolide/stella cadente grandissima, azzurra con una lunga coda arancione, e sono rimasta a bocca aperta: ho pensato qualcosa del tipo “lo sto vedendo davvero?/oddio è un aereo?/sono gli alieni?/è la cometa di Gesù Bambino?” tutto contemporaneamente, poi mi sono ripresa ed ho twittato il mio avvistamento, ricevendo fortunatamente conferma che non ero impazzita.
Perchè, ovviamente, se una è abbastanza troppo nerd, quando vede un’enorme stella cadente non esprime un desiderio, ma twitta. …bene, ora mi sento davvero un po’ triste e molto Fantozzi. Secondo voi, i desideri in ritardo valgono lo stesso?
* escluse le normali attività della vita quotidiana come: lavarsi, mangiare, lavorare, dormire, occuparsi di mia figlia, ecc.

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 34 anni, vegan da otto, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una consulente Rosso Limone.