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La mia esperienza a Fa’ la cosa giusta! 2012

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Questa per me è stata la prima volta alla fiera Fa’ la cosa giusta!, e devo dire che è stata una bellissima esperienza: penso che l’anno prossimo ci tornerò con mia figlia Cassandra perchè c’erano un sacco di laboratori ed esperienze anche per i bambini.

Ma andiamo con ordine: sono partita la domenica mattina presto, perciò quando sono arrivata a Milano non ho dovuto correre, dato che la fiera apriva alle 10. Avevo spesso sentito parlar male della metropolitana milanese, ma, forse proprio perchè era domenica, non mi è sembrata nè sporca nè particolarmente affollata: ho notato con piacere però che nell’ultimo tratto si è riempita proprio di gente diretta in fiera, cosa che ho apprezzato sia perchè mi è parso buon segno che tante persone fossero interessate all’argomento del consumo consapevole, sia perchè come me avevano scelto di muoversi coi mezzi pubblici.

Scesa alla fermata della fiera, ho percorso un breve tratto a piedi assieme a quella che a quel punto si era trasformata in una piccola folla (cosa che mi ha anche evitato di perdermi, dato il mio “leggendario” senso dell’orientamento) e sono entrata, con un pizzico di emozione.

Dato che era presto (il camp Pink is the New Green iniziava infatti a mezzogiorno) ne ho approfittato per visitare un po’ i vari banchetti ed assaggiare qualche golosità in giro, finchè non mi sono imbattuta nello stand di Italmami ed ovviamente mi sono fermata a curiosare.

Qui ho trovato sia la nuova coppetta mestruale Mami Cup che gli assorbenti lavabili. Approfittando dei modelli in esposizione, ho maneggiato un po’ la Mami Cup e l’ho trovata davvero morbida e flessibile, addirittura quasi come una meluna soft: mi è dispaciuto un po’ non averla comprata, perchè sono curiosa di vedere come si comporta con l’apertura!

Mi è sembrata dunque una coppetta davvero interessante, anche perchè mi hanno confermato che è completamente Made in Italy, e che anche per la produzione degli assorbenti lavabili e dei pannolini per bebè si stanno rivolgendo a delle cooperative sociali italiane. Riguardo agli assorbenti, sono del tipo bianco a contatto con la pelle e colorato sul retro (cosa che a me esteticamente non piace, ma che può essere preferibile per chi è particolarmente delicata, soffre di irritazioni ecc.) e belli morbidosi come piace a me.

Proseguendo col mio giro ho trovato lo stand della Bottega della Luna, e lì ho dovuto letteralmente aspettare il mio turno anche solo per salutare! C’erano tantissime ragazze interessate soprattutto alla Mooncup ed ai Lunapads, e devo dire che mi ha fatto tantissimo piacere vedere che ormai tante donne sono interessate alla coppetta mestruale!

Ho visto poi anche uno stand che vendeva la Ladycup, ma essendo a quel punto un po’ di fretta mi sono ripromessa di passarci dopo, e purtroppo alla fine me ne sono dimenticata.

Si era fatta l’ora di andare al camp, perciò ho individuato la piazza Wi-Fi, ho fatto un bel respiro e… per fortuna la simpaticissima Michela di Organyc mi ha messa subito a mio agio, perchè ero emozionatissima!

Quando poi sono arrivate anche le altre ecoblogger il clima è diventato davvero festoso: sono stata felicissima di incontrare di persona tante ragazze che prima di allora avevo sentito solo su Twitter, ed anche di fare nuove conoscenze.

Nel mio intervento per la sostenibilità al femminile ho ovviamente toccato il tema delle eco-mestruazioni, sottolineando sia il fatto che ogni donna durante la sua vita fertile consuma all’incirca 12mila assorbenti che poi si trasformano in rifiuti, sia la questione che gli assorbenti tradizionali sono fatti con sostanze chimiche, sbiancati con cloro ecc. e che finiscono a contatto con le nostre parti più intime per cinque giorni al mese.

Ho parlato quindi delle alternative come la coppetta mestruale (avrei voluto poter riprendere le facce degli uomini presenti quando ne ho mostrata una al pubblico!), gli assorbenti lavabili ed ovviamente anche degli assorbenti biodegradabili in cotone, come quelli proprio di Organyc.

Ogni donna presente ha ricevuto un piccolo kit di prova da Organyc, e spero proprio che sa sufficiente a convincere chi non vuole abbandonare le classiche marche da supermercato 🙂

Mi sono piaciuti moltissimo gli interventi delle altre ecoblogger, perchè ognuna ha dato la sua visione della sostenibilità in maniera personale, e tra l’altro spero di poter trovare in rete la registrazione del camp, perchè non ho potuto ascoltarne alcuni: di sicuro mi spulcerò per bene i blog di tutte quante!

 

foto by Organyc

Dopo i saluti, ho terminato il mio giro della fiera, finendo per fare scorta di cioccolata modicana, di seed bomb dallo stand di Greenme.it e per comprare un buffo pupazzo ed una bambola da costruire per Cassandra, dopodichè seguendo il percorso inverso sono tornata in stazione, pronta per riprendere il treno accompagnata ancora da un bel sole caldo.

In conclusione, ringrazio tantissimo Organyc per avermi invitata, tutte le altre ecoblogger presenti, il pubblico che ha assistito al camp, la mia amica Eleonora per essere passata a trovarmi, ed un pensiero in particolare va alla dolce vecchina ghiotta di alici che si chiedeva se fosse troppo vecchia per diventare vegan. 🙂 <3

I blog delle partecipanti:

http://blog.ilcambiamento.it/noialtre/
http://madreterra.wordpress.com/
http://www.vitaimpatto1.org/
http://www.letiziapalmisano.it/
http://www.babygreen.it/
http://www.equoecoevegan.blogspot.it/
http://bio-fashion.blogspot.it/
http://www.ideetascabili.it/
http://www.recreathing.com/
http://ecosentiero.blogspot.it/
http://www.esseresostenibili.it/
http://www.mestieredimamma.it
http://nevanevae.wordpress.com/

Il blog Organyc:

http://blog.organyc-online.com/

 

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Assorbenti Organyc: recensione!

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Ciao a tutte! Finalmente ho avuto modo di provare come si deve gli assorbenti lavabili ed i salvaslip Organyc, che come forse ricorderete mi erano arrivati in omaggio.

Purtroppo, tra influenza ed altro, il mese scorso ero riuscita ad usarli solo gli ultimi due giorni del ciclo, perciò avevo deciso di rimandare la mia recensione a quando sarei riuscita a provarli “a pieno regime”, quindi ora finalmente posso darvi la mia opionione.

Innanzitutto, vi ricordo che gli Organyc sono assorbenti in 100% puro cotone e sono completamente biodegradabili (sono in attesa della certificazione per dichiararli compostabili), quindi una soluzione ideale per chi non vuole rinunciare all’usa e getta ed allo stesso tempo non inquinare: come ho già detto, ormai non ci sono più scuse per continuare ad usare quelli plasticosi! 🙂

Come i Vivicot Bio, infatti, anche gli assorbenti Organyc sono belli sottili, proprio come i classici “ultra” delle normali marche da supermercato, e l’unica differenza che ho potuto riscontrare rispetto agli assorbenti tradizionali è che essendo 100% cotone rimangono più “macchiati”, e quindi il flusso è più visibile, ma si tratta di una questione puramente estetica, perchè non mi sono sentita affatto più umida o altro.

Avevo espresso la mia perplessità riguardo al fatto che sia assorbenti che salvaslip non avevano l’adesivo su tutta la superficie, bensì a striscioline come una volta: la Organyc mi ha risposto che si tratta di un espediente per non limitare la traspirabilità del Mater-Bi di cui è composta la parte “plastica” dell’assorbente, che ritengo un’ottima cosa, e provandoli ho potuto constatare che rimangono comunque ben aderenti.

Come nel caso dei Vivicot, l’assorbenza mi è sembrata buona, forse solo leggermente inferiore a quella degli assorbenti tradizionali, quindi se si ha un flusso molto abbondante probabilmente bisognerà cambiarsi un pochino più spesso, ma non ho avuto nessun problema di perdite, e soprattutto niente irritazioni! 

In conclusione, non posso che consigliarli nel caso in cui non si voglia rinunciare all’usa e getta, in viaggio al posto di quelli lavabili, o da far conoscere alle amiche che proprio non vogliono sapere di abbandonare lines, nuvenia e company! 🙂

Vi ricordo inoltre che il 1 aprile parteciperò a Pink is the New Green, il camp organizzato proprio da Organyc alla fiera Fa’ la cosa giusta! di Milano, e spero tanto di incontrare qualcuna di voi! 🙂
 

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.

Organyc: spacchettamento

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato più di 5 anni fa: nel frattempo sono nate moltissime nuove coppette e sono state scoperte tante nuove informazioni, perciò questo contenuto potrebbe essere obsoleto!

Buongiorno ragazze! Ho ricevuto da qualche settimana i nuovi assorbenti biologici Organyc, ma non ho ancora avuto modo di provarli: intanto, però, ho pensato di pubblicare qualche foto.

Si tratta di assorbenti in 100% cotone biologico, e nella scatola di prova erano incluse una confezione di assorbenti da giorno da 10 pezzi, una di salvaslip ripiegati da 24 pezzi ed una di salviettine intime da 20 pezzi. C’è scritto che sono biodegradabili, ma non trovo indicata la percentuale (forse lo staff di Organyc potrà risponderci? ecco la risposta di Organyc), ed anche questi come i Vivicot Bio sono sottili proprio come i comuni assorbenti “ultra” della grande distribuzione.

Una cosa che ho notato di tutti i salvaslip in cotone bio (non solo gli Organyc quindi) è che hanno l’adesivo soltanto in mezzo e non su tutto il retro com’è per quelli della grande distribuzione, e sicuramente è un punto che si potrebbe migliorare; gli Organyc utilizzano questo metodo anche per gli assorbenti, il cui retro quindi a differenza dei Vivicot non è completamente adesivo: appena li proverò vi saprò dire se questo comporta un problema di stabilità o meno! (Update: ecco la risposta di Organyc in merito a questo punto)

Qualcuna di voi li utilizza? Intanto, ringrazio la Organyc per l’invio del campione!

About Lara Alexandra Babitcheff

Sono una donna di 35 anni, vegan da nove, appassionata di Internet, nuove tecnologie ed ecologia. Amo leggere e viaggiare, soprattutto volare nella mia amata Londra. Dal 2003 sono mamma di Cassandra e dal 2015 sono una referente Rosso Limone.